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CIFA: un freo alla grande distribuzione anche nelle regioni del Nord Italia |
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Negli ultimi anni si assiste ad una graduale chiusura dei piccoli esercizi di commercio al dettaglio. Le cause di questo fenomeno sono riconducibili al fiorire di grandi centri commerciali che, soprattutto in un periodo di crisi, con la loro politica del ribasso dei prezzi, rendono impossibile la sopravvivenza del negozio di vicinato. Una netta inversione di tendenza giunge dall’amministrazione piemontese presieduta dal Governatore Cota che ha deciso di porre un freno alla costruzione di questi centri; è stata infatti adottata una delibera che revoca le autorizzazioni concesse dalle due precedenti amministrazioni per nuove aperture o ampliamenti di centri già esistenti. “Si tratta di un segnale positivo per l’economia a “chilometri zero” e la protezione della piccola imprenditoria locale” afferma Roberto Nicoletti, responsabile CIFA per il nord Italia, riprendendo quanto espresso dal responsabile per il sud Fabio Virdi a commento dell’atto di indirizzo della giunta siciliana. “In una situazione ove è possibile trovare numerosi centri commerciali nell’arco di pochi chilometri, sarebbe controproducente un’apertura incontrollata di nuovi spazi, poiché questi segnerebbero la fine definitiva dei piccoli negozi e dei mercati rionali, contribuendo al processo di degrado dei centri storici dei piccoli centri abitati di cui è costellato il territorio montano e rurale del Nord Italia. In un periodo di crisi e di perdita dei posti di lavoro - ribadisce Nicoletti - riteniamo necessario tutelare i piccoli commercianti e dare un po’ di respiro alle realtà locali anche in un’ottica di incremento del turismo che senz’altro si sviluppa anche grazie alla cura dei borghi medievali e dei centri storici. Certamente non è nostra intenzione demonizzare i grandi centri commerciali e vanno comprese le ragioni dei consumatori che si rivolgono alla grande distribuzione in ragione di prezzi più vantaggiosi e di una scelta più ampia, ma non bisognerebbe mai dimenticare l’opportunità di una politica fortemente orientata al territorio che permetta, altresì, di creare nuovi e stabili posti di lavoro"
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